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San Vincenzo, patrono di Lisbona (cappella di Sant'Antonio Abate) Nella cappella di Sant'Antonio Abate, un' antica tavola attribuita a Marcello Venusti (1512 – 1579) rappresenta il Santo titolare della cappella tra S. Sebastiano (altro Santo di devozione del Cardinale di Alpedrinha) e S. Vincenzo, rappresentato con una barca e con un corvo – simbolo della città di Lisbona. Secondo la leggenda, nel 1173 il primo re del Portogallo ordinò che le sue reliquie fossero trasportate dal capo di San Vincenzo, ( Sagres, Algarve) a Lisbona, e due corvi vegliarono le spoglie del santo che seguivano a bordo della barca. La presenza del santo tra gli altri santi della Chiesa si giustifica per il fatto che fu, molto probabilmente,ilo patrono dell'antico Ospedale della Chiesa di Lisbona a Campo de'Fiori, annesso da D. Antão Martins de Chaves nel 1467.
San Vincenzo, detto “di Saragozza” Il diacono spagnolo S. Vincenzo è il martire più celebre della penisola iberica. Un secolo dopo il suo martirio, avvenuto probabilmente nel 304, S. Agostino gli dedicava tutti gli anni, in questo giorno, un'omelia. Gli Atti del suo martirio, apocrifi come molte Passioni di altri martiri, s'ispirano a documenti e tradizioni che non dovettero mancare di una certa veridicità. Ridotte all'essenziale, le notizie storiche sono che Vincenzo, nativo di Huesca, durante la persecuzione di Diocleziano venne tradotto in catene da Saragozza a Valencia, per essere processato dinanzi al governatore Daciano, insieme al suo vescovo, e a Valencia subì il martirio. A queste scarne notizie storiche fanno riscontro i coloriti racconti degli Atti. Il vescovo di Saragozza, assai maldestro in fatto di oratoria e balbuziente, ebbe la ventura di incontrare il giovane Vincenzo, bene equipaggiato culturalmente e particolarmente dotato nella parola. Ordinato diacono, Vincenzo ebbe l'incarico di coadiutore del vescovo per la predicazione del vangelo.
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