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Accompagna le Beate Sancia, Teresa e Mafalda nella cupola e nella cappella maggiore la tela di Michelangelo Cerruti (1663 – 1748) La Beata Giovanna del Portogallo rifiuta nozze regali – la Beata Joana, conosciuta in Portogallo come Santa Giovanna Principessa, completa il ciclo delle infante portoghesi beatificate.
Giovanna Figlia del re Alfonso V di Portogallo, fin da bambina manifestò un'ardente sete di santità e il desiderio di consacrarsi a Cristo. Ma solo dopo aver vinto le forti opposizioni del padre e della corte, poté entrare nel monastero di Aveiro. Il fratello e il padre la costrinsero ripetutamente e con prepotenza a lasciare il monastero, per proporle dei matrimoni a scopo politico. Giovanna riuscì sempre a ritornare nel monastero di Aveiro, dove condusse una vita di austera penitenza e di umiltà. Giovanna, figlia di Alfonso V, Re del Portogallo, fu implorata dal cielo con molte preghiere, perché mancava l'erede alla corona. Alla sua nascita, nel 1452, i tre stati di quella corona giurarono di riconoscerla come loro Principessa ed erede al Trono, in caso venisse a mancare la prole maschile. A tre anni Giovanna restò senza mamma, la quale morì dando alla luce l'erede atteso. L'augusta bimba crebbe come fiore d'altare squisitamente educata dalla Principessa, Donna Beatrice de Meneses, sua istitutrice. L'ardente pietà e la purità angelica davano un incanto particolare alla straordinaria bellezza di Giovanna, che giovanissima fu chiesta in sposa da ben tre pretendenti, il Delfino di Francia, Massimiliano d'Austria e dal Re d'Inghilterra. Ma essa, scossa da un amore più grande, aveva già stabilito in cuor suo di vestire le bianche lane Gusmane. Il suo rifiuto fu reciso. Allora cominciò quella lotta eroica che le costò indicibili amarezze, per ottenere la libertà di dedicarsi tutta a Dio. Non si trattava di espugnare soltanto il cuore paterno, ma tutto il regno che si opponeva al suo disegno, essendo essa Principessa prescelta, e al mancare del fratello, unica erede del Trono. Solo il 4 agosto 1472 poté vestire l'Abito Domenicano nell'osservantissimo Monastero di Aveiro, dove la sua breve vita fu tutto un olocausto d'amore e di sacrificio. Morì all'ora da lei predetta il 12 maggio 1490, ad Aveiro. Alla recita delle Litanie dei Santi, giunti all'invocazione “Omnes Sancti Innocentes, orate pro ea”, alzò gli occhi al cielo e spirò dolcemente. Sulla sua tomba fiorirono miracoli senza numero. Papa Innocenzo XII il 31 dicembre 1692 ha confermato il suo culto.
in www.santiebeati.it
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