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Santa Iria e Santa Engrazia (cappella di Santa Catarina) Accanto a Santa Catarina d'Alessandria, santa di devozione del Cardinale di Alpedrinha D. Jorge da Costa, e probabilmente introdotta a quell'epoca tra i santi della Chiesa portoghese, le martiri Iria (o Irene, séc. VI) e Engrazia (séc.XI) sono rappresentate così semplicemente con la palma del martirio e le due corone di santità, che se non fosse per la leggenda che le identifica, difficilmente si potrebbero riconoscere nelle belle figure femminili di questa pittura anonima dell' inizio del secolo XVII le due sante di origine portoghese.
Iria (Irene) Una Vita leggendaria, stampata nei Breviari di Braga (1494) e di Évora (1548), racconta che I. era suora in un monastero nei pressi della città di Nabancia (oggi Tomar), nel Portogallo, alla fine del sec VI; Britaldo, figlio del notabile Castinaldo, si sarebbe innamorato di lei al punto che, non osando confessare a una vergine consacrata il suo amore, si ammalò gravemente, senza che i medici chiamati al suo capezzale riuscissero a trovarne la causa. I. però, saputa la cosa per divina rivelazione, si premurò a far vista a Britaldo per pregarlo di rinunciare al suo affetto se voleva riavere la salute; quello accettò, ma la minacciò di morire qualora venisse a sapere che lei avesse ceduto all'amore di un altro uomo: dopo di che guarì per intercessione di I. La virtù di questa venne in seguito insidiata da un suo direttore spirituale, il quale, decisamente respinto, riuscì a farle bere una misteriosa pozione che provocò in I. i sintomi di una prossima maternità. Ingannato da queste apparenze, Britaldo mise in atto la sua minaccia, ordinando a un suo servo di decapitare I. il cui corpo venne gettato nel fiume Nabanis (oggi Nabão), dal quale fu trascinato verso il fiume Ozecarus (Zêzere) e quindi nel Tago fino al castrum Scallabis. Le sacre spoglie furono trovate il giorno dopo dall'abate Selio, illuminato da una divina rivelazione; al suo appressarsi le acque del Tago si prosciugarono miracolosamente ed apparve il corpo presso un bellissimo sepolcro, ma, non avendo potuto rimuoverlo, fu tumulato in quel sepolcro miracoloso, dopo averne asportato alcune reliquie. Le acque del fiume tornarono poi a ricoprire tutto. La testimonianza più antica del culto si trova nel calendario dell'Antiphonarium mozarabicum della cattedrale di León (sec. X). A Scallabis, venne eretta una basilica in onore di I. che vi fu considerata come una santa e martire locale; il nome della città si cambiò poi nell'attuale di Santarém (Santa Iria) La festa ci celebra il 20 Ottobre, probabilmente data non della morte della santa, ma della consacrazione della basilica. Il Martirologio Romano ne fa memoria nello stesso giorno, traendo la notizia dagli agiologi portoghesi e spagnoli. Justo Fernández Alono in Enciclopedia dei Santi. Engrazia di Braga Promessa dai genitori in matrimonio, mentre aveva consacrato a Dio la sua verginità, fuggì verso la Pastiglia. Inseguita dal promesso sposo, venne raggiunta nei monti di Caravajales (oggi Carabajales de Alba, prov. Zamora) e da lui decapitata; la testa, gettata dall'uccisore in una laguna, fu qui miracolosamente ritrovata e quindi portata alla chiesa cattedrale di Badajoz. Le spoglie furono sepolte nella chiesa di un monastero agostiniano, poi trasferite nel paese di Caravajales e per molto tempo si conservò la chiesetta del vecchio monastero consacrata a E. dove si trovava una pala d'altare in cui era rappresentata la storia del martirio. Non si conosce la data del martirio ed è soltanto sicuro che i musulmani dominavano ancora un'ampia parte della Spagna. Solano di Figueroa accenna all'epoca del re Ferdinando I, verso il 1050. Nel 1580 si restaurò il culto di E. a Badajoz, dopo un'interruzione dello stesso, assegnandone la memoria al 3 Aprile, facendo appello alla vecchia consuetudine della diocesi. Justo Fernández Alonso in Enciclopedia dei Santi. |
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