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La storia della "Fabbrica d'organi Mascioni" è strettamente legata al lavoro ed alla vita dell’omonima famiglia che di padre in figlio si tramanda l’amore per questa attività.
Dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi (1803), due fratelli, Padre Pasquale e Giuseppe Mascioni, Conventuali, tornano nella loro patria, Cuvio, in Valcuvia. Entusiasti e conoscitori della musica, consigliano ad un loro giovane nipote, Giacomo, di dedicarsi all’arte organaria. Questi, dopo un periodo di formazione musicale a Varese e di apprendistato presso gli organari Chiesa, apre a Comacchio di Cuvio la “Fabbrica d’organi Mascioni”.
È l’anno 1829. L’attività in questi primi anni si svolge nelle zone limitrofe raggiungendo le valli del vicino Canton Ticino, in Svizzera. Ben presto Giacomo è aiutato nell’arte da tre figli: Bernardo, Gaspare, Anacleto.
Con essi costruisce strumenti anche notevoli secondo lo stile lombardo dell’epoca: somieri “a vento”, trasmissioni meccaniche spesso complesse. Nel 1883 il nipote di Giacomo, Vincenzo, figlio dodicenne di Bernardo, inizia il tirocinio in fabbrica; alla morte prematura del padre e degli zii Vincenzo assume la direzione della fabbrica sviluppandone l’attività, cogliendo le esigenze dell’epoca e dominandole con la sua solida personalità artistica. Sotto la sua guida, con l’aiuto dei figli maschi: Giacomo, Ernesto, Giovanni, Angelo, Vincenzo, Tullio e dei collaboratori assunti tra la gente locale, spesso anche essi presenti di padre in figlio, la Ditta cresce d’importanza raggiungendo livelli tecnici d’avanguardia e notorietà mondiale. Dagli anni ‘70, in sintonia con i tempi, si è tornati all’uso delle trasmissioni meccaniche e ad un nuovo modo di “architettare” il suono e le strutture.
Attualmente la ditta è condotta dai figli di Ernesto: Eugenio, Enrico, Mario e dai nipoti Andrea e Giorgio. Da sei generazioni i Mascioni continuano una tradizione familiare che li ha portati, in un secolo e mezzo di attività, alla costruzione di più di mille organi e negli ultimi decenni ad un intensa opera di restauro di strumenti antichi. Consolle L’ellissi è la forma geometrica dalla quale nascono le moderne linee della nuova consolle.
Questo strumento rappresenta l’ultima frontiera della tecnologia applicata all’organaria: la “trasmissione proporzionale” vuole emulare la trasmissione meccanica attraverso sofisticati sensori e trasduttori, è una bella scommessa, vedremo se ciò sarà possibile.

Il nuovo Grand’Organo Mascioni, progettato da Jean Guillou, della Chiesa di S. Antonio dei Portoghesi in Roma, Chiesa nazionale del Portogallo, commissionato dal Rettore Mons. Agostinho Borges, rappresenta un unicum nella capitale italiana, in quanto ad originalità e funzionalità nello spazio sacro di accoglienza.
La qualità del nuovo organo è sinfonica, con un complesso “gioco” interattivo fra i differenti registri distribuiti fra le quattro tastiere e il pedale, alcuni essendo basati su sei ottave reali. Inoltre il criterio di “metamorfosi timbrica” così come la trasmissione sensitiva ne fanno uno strumento autenticamente complesso concepito in uno spazio non grande, laddove nulla è stato intaccato dal punto di vista delle architetture e di ciò che già esiste nella Chiesa. La funzione dell’organo è quella di suonare, e suonare in maniera idonea nella liturgia. Ma l’organo, strumento a canne, a tasto e ad aria, nasce e si presenta in maniera poliedrica. Già la maestria concettuale di Guillou unitamente all’arte costruttiva della Famiglia Mascioni dimostrano questo.
Ulteriormente il programma dell’organo di S. Antonio vedrà considerare lo strumento in modo attivo in quanto soggetto nello spazio sacro in cui si trova: interpretazione permanente di tutto il repertorio, solista e con altri strumenti e voci, improvvisazione, composizione originale odierna.
Questi gli aspetti fondamentali che si offriranno ogni domenica e per tutto l’anno alla comunità portoghese, ma anche a quella romana ed a tutti i pellegrini che verranno nella nostra Chiesa, primo esempio di rinnovata arte organistica europea in Roma. 









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Pubblicato su: 2009-01-22 (692 letture)

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