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Viene da lontano il desiderio di un nuovo organo per la nostra bella Chiesa di S. Antonio dei Portoghesi in Roma.

Al riguardo la dottrina della Chiesa è molto chiara quando nel nº 120 della SC afferma:

“Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti”.

Dopo aver sentito molte e diverse opinioni ho deciso di seguire il consiglio di Giampaolo Di Rosa, sollecitando il Maestro Jean Guillou per il progetto che oggi vediamo realizzato.

È stata scelta la Casa organaria Mascioni, per le sue qualità e garanzie offerte, soprattutto in termini di competenza, affidabilità e, concretamente, in base alle condizioni finanziarie proposte.

Il risultato può essere oggi ammirato e, soprattutto, ascoltato: molte grazie!

Ecco quindi che il desiderio originario si compie per dar subito spazio al successivo.

E il tempo di Avvento è propizio per la benedizione e l’inaugurazione di questo magnifico strumento.

«Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: Regna il tuo Dio».

Parafrasando il profeta Isaia (52,7) anche noi potremmo dire “come è bello questo organo che ci annuncia la pace come dono di Dio”.

Abbiamo vissuto quattro anni di solerte lavoro per conseguire il reperimento dei fondi, lanciando anche la campagna di sottoscrizione delle canne dell’organo, che è tuttora aperta all’adesione di tutti e avendo chiesto aiuto a varie Istituzioni portoghesi e italiane.

Pur tuttavia ci siamo accontentati con tanti piccoli gesti, come quello della vedova povera che donava tutto quello di cui disponeva (Lc 21,2), così come si legge nel Vangelo. Come lei, ne sono certo, ci sono state persone che hanno offerto pur avendo esse stesse bisogno.

A tutte queste persone un profondo ringraziamento a mio nome e per conto dell’Istituto. Sento il dovere di ricordare e ringraziare alcune Istituzioni portoghesi che hanno voluto partecipare: i Comuni della Regione dell’Alto Tâmega, terra di origine del fondatore di questo Istituto, ed anche mia, il Governatore Civile di Vila Real, la Diocesi di Leiria-Fátima e il Santuario di Fátima.

La presenza quest’oggi di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, è per noi un onore e un motivo di grande gioia.

È incoraggiante vedere che chi abbia, nella Chiesa, la massima responsabilità per la cultura, creda nel nostro progetto e ci stimoli a proseguire. Per questo la Comunità Portoghese di Roma Le sarà eternamente grata.

Già si dice che sia il miglior organo di Roma.

Il Maestro Giampaolo Di Rosa, organista titolare, assumerà la direzione artistica di questa nuova tappa del nostro cammino e ci aiuterà a garantire una programmazione intensa già a partire dalla Festa dell’Epifania: la Messa domenicale con l’organo seguita, ogni volta, da un concerto.

Vorrei concludere con una citazione del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della Sua benedizione dell’organo della Alte Kapelle di Ratisbona il 13 settembre 2006:

«L’organo, da sempre e con buona ragione, viene qualificato come il re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione e – come poco fa è stato detto – dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dalla gioia alla tristezza, dalla lode fino al lamento. Inoltre, trascendendo come ogni musica di qualità la sfera semplicemente umana, rimanda al divino. La grande varietà dei timbri dell’organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell’esistenza umana. Le molteplici possibilità dell’organo ci ricordano in qualche modo l’immensità e la magnificenza di Dio».

Mons. Agostinho Borges

Rettore









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Pubblicato su: 2009-01-22 (796 letture)

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