I Corsi di Lingua e Cultura Portoghese dell’Istituto di Sant'Antonio, che vantano già 45 anni di esperienza, sono rinomati per la cura e la grande professionalità con cui sono organizzati, e inoltre per il simpatico contatto che si stabilisce tra gli studenti e la piccola comunità lusitana che frequenta Via dei Portoghesi. L’ambiente è amichevole, anche per il numero limitato degli allievi e dei corsi, che ricominciano ogni semestre, e si crea facilmente un “filo rosso” di unione tra tutti: le persone si interessano al Portogallo, alla sua cultura e alla sua lingua, proprio perchè in un mondo dominato da grandi potenze economiche e politiche, che parlano altre lingue, il Portoghese continua ad essere l’espressione di un popolo, piccolo ed antico, la cui espansione ha toccato 4 continenti, ove in cui tutt’oggi si parla la lingua di Camões.
I primi versi dell’epopea nazionale di Luís de Camões, Os Lusíadas, in un Portoghese aulico del Cinquecento, pongono i primi interrogativi sui misteri della nostra particolare e musicale fonetica:
As armas e os barões assinalados Que, da ocidental praia lusitana, Por mares nunca de antes navegados, Passaram ainda além da Taprobana, Em perigos e guerras esforçados Mais do que prometia a força humana, E entre gente remota edificaram Novo Reino, que tanto sublimaram.
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I Corsi di Portoghese dell’ Istituto di Sant'Antonio in Roma sono stati introdotti nell’anno accademico 1963-64 per iniziativa del Rettore Manuel da Costa Nunes, e in collaborazione con il Dr. Manuel Pereira de Carvalho, in quegli anni Lettore di Portoghese all’Università degli Studi di Roma, La Sapienza.
In una delle sale dell’Istituto, il 20 novembre 1963, è iniziato il primo Corso, frequentato da 18 studenti non soltanto italiani ma provenienti da molti paesi: Olanda, Grecia, Libano, Germania e Vietnam. In quello stesso anno l’Istituto di Alta Cultura di Lisbona offrì una borsa di studi per l’alunno con il miglior profitto – nel corso di quell’anno, Adriana Lattanzio di Roma; subito dopo Azeredo Perdigão offrì un’altra borsa a nome della Fondazione Calouste Gulbenkian – all’alunno Gabriele Brustoloni, di Napoli.
Oltre alla fonetica e alla grammatica, gli allievi erano introdotti ad alcuni temi di storia portoghese. Nell’ambito delle lezioni si organizzavano anche sessioni di poesia e musica.
Terminata la missione a Roma del Prof. Pereira de Carvalho, i corsi proseguono con il nuovo Lettore di Portoghese alla Sapienza, il Prof. José da Costa Miranda e fin dal 1967-68 dal Prof. Roberto Barchiesi, recentemente scomparso, e da sua moglie Prof.ssa Maria Helena Portugal, che tuttora ne cura il coordinamento.
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