Don Antão Martins de Chaves |
 Don Antão Martins de Chaves, Vescovo di Porto, prese parte ad una Ambasciata inviata da Don Duarte, Re del Portogallo, al Papa Eugenio IV, nel 1435. Partecipò al Concilio di Basilea (trasferito in seguito a Ferrara), accanto al Papa Eugenio IV e presiedette una missione inviata dal Papa con l’Imperatore d’Oriente e con il Patriarca, al fine di ottenere il suo appoggio. In seguito al successo della Missione fu nominato Cardinale di san Crisogono, (1439) e rimase a Roma fino alla sua morte (1447). Qui cominciò ad interessarsi alle istituzioni della “Nazione Portoghese” e progettò la costruzione di un nuovo ospizio. Comprò un terreno nella zona di Campo Marzio, (parte dell’area in cui l’Istituto ha sede tuttora), dal Convento di Sant’Agostino e da lì iniziò la realizzazione di un progetto, con la costruzione di una piccola Chiesa che dedicò “alla Gloriosa Vergine Maria” e ai Beati S. Vincenzo Martire e Antão (Antonio Abate) [15], come riferito in seguito nella Bolla Superne Dispositionis, del 1467, di Papa Paolo II [16]. Prima di morire, l’11 luglio 1447, fece testamento a favore di questa chiesa affinché si costruisse l’Ospedale per i «poveri di Cristo della “Nazione Portoghese”», e si designassero anche un responsabile ed un cappellano, come testimonia la Bolla Superne Dispositionis. Con la Bolla Superne Dispositionis sono dettate i primi statuti per governare l’istituzione, che resteranno in vigore fino al 1486, seguendo le norme già indicate nel testamento. Don Jorge da Costa
Il Cardinale di Alpedrinha, uomo dal temperamento carismatico, appena arrivato a Roma nel 1479 entra immediatamente nell’amministrazione dell’Ospedale della Nazione Portoghese. Alcuni anni dopo, nel 1485, supplica il Santo Padre di concedergli facoltà di procedere ad una riforma dell’istituzione, promulgando e facendo approvare nuovi statuti. La risposta definitiva è accordata da Papa Innocenzo VIII con il Breve Sicut accepimus del 12 gennaio 1486 concedendogli la facoltà di promulgare statuti per normalizzare la disciplina interna dell’ospizio, con piena autorità per esigere la completa osservanza dei decreti. Suo è inoltre, il progetto dellla Confraternita di Santo Antão (1508), «… una confraternita sotto il patrocinio di Santo Antonio Abate, costituita non soltanto dalla Curia portoghese, ma da tutta la Nazione Portoghese e dai suoi sudditi, dell’attuale Re del Portogallo, quanto dei suoi successori…». Don Pedro Mascarenhas
Ambasciatore del Re del Portogallo presso la Corte Pontificia, regoleranno a lungo la disciplina della struttura amministrativa dell’Ospedale e della Chiesa: è ufficializzato l’incarico di Protettore nella figura dell’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, responsabile di una struttura amministrativa complessa: governatori e consiglieri, contabili, notaio e legale, cappellano-ospitaliere e cappellano-sacrestano.
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 Riforme di Don Gesualdo, Cardinale di Ostiense
Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio. Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio.Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio. Don Luís de Sousa Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio. Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio.Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. 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Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio.Sintomatico dell'ingerenza spagnola nelle questioni portoghesi (Duchi di Sessa e Baena) Don Gesualdo è nominato Visitatore Apostolico da Clemente VIII e stabilisce una serie di riforme che potenziano un maggiore intervento esterno nella vita dell'istituzione - del Re attraverso l'Ambasciatore - e, insieme, alcune alterazioni interne, come la riduzione del numero di dirigenti, e la creazione dei nuovi incarichi di cappellano-cantore, tesoriere e cappellano-perfetto-spirituale. Questi nuovi Statuti privilegiano ancora il registro delle attività, lo spazio e le norme di funzionamento dell'Archivio. |

Approvati, prima dalla Congregazione Generale (1678), poi da Papa Innocenzo XI (1683), i nuovi Statuti dell'Ambasciatore Don Luís de Sousa resteranno validi fino al 1871. Costituiscono tre libri - il primo dedicato alla struttura organizzativa, il secondo alle pratiche di culto e il terzo a quelle sull'ospitalità - che riflettono l'adattamento ad un'organizzazione più grande, in cui si articolano la diminuizione dei poteri del Protettore in favore dei due Governatori; subito dopo, a seguire, cinque Consiglieri,un tesoriere (Camerlengo) e un Archivista. 1799-1814
Le ripercussioni connesse alle imprese napoleoniche raggiunsero anche Roma e Sant’Antonio dei Portoghesi, le cui porte furono sbarrate e i cui beni confiscati. Nel 1799 la Chiesa è comprata ad un’asta pubblica, ma lo stabilimento resta chiuso fino al 1814, quando si ristabiliscono le riunioni della Congregazione e la raccolta della documentazione.
Viene istituito il Liberalismo, apportando una rottura istituzionale derivante dall’incompatibilità tra il nuovo regime e il vecchio, – e si apre così la strada verso una corporazione nazionale legata alla famiglia reale, centrata sulle sue funzioni pie, assicurandone l’autonomia direttiva nei confronti della Chiesa. |
Copyright © by IPSAR - Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma All Right Reserved. Pubblicato su: 2007-10-25 (1235 letture) [ Indietro ] |