Il terzo paragrafo del secondo articolo degli Statuti, indica che l’Istituto Portoghese di Sant'Antonio avrebbe dovuto conservare l’apertura «dell’antica struttura dell’Ospedale, destinata a ricevere studiosi, ricercatori ed artisti portoghesi con l’esigenza di trascorrere un periodo a Roma per completare gli studi o perfezionare le proprie specializzazioni».
In realtà, «dell’antica struttura» resta oggi ben poco a parte il ricordo: la serie di restauri realizzati negli ultimi anni aveva avuto origine proprio da questo progetto, con il grande impegno profuso per poter offrire agli investigatori e agli artisti le migliori condizioni di accoglienza.
Si tratta di quattro piccoli appartamenti a disposizione, posti ai due lati dell’Istituto, rivolti sul cortile. Nella prima ala, servita da un’ampia e splendida sala centrale – ove s’incontra una collezione di ritratti dei Re del Portogallo delle prime Dinastie, debitrice di riproduzioni di celebri incisioni di Philippus Prudens e di un ritratto monumentale di D. Luís I, proveniente forse dalla casa dell’Ambasciatore Duca di Saldanha – ci sono poi altri tre piccoli appartamenti, tutti dotati di servizio, di una kitchnet, corredata di lavastoviglie, forno a micro-onde, fornelli e frigorifero, un piccolo soggiorno e la stanza da letto arrampicata sopra un romantico soppalco. Un terzo appartamento, situato in un’ala indipendente, ha una composizione simile, ma può ospitare fino a tre persone.