Conosciuto anche come “salone nobile” o “salone rosso” – nome suggerito dal colore dei tendaggi e delle pareti, damascate secondo la moda di allora – la sala di rappresentanza dell’Istituto come è attualmente, risulta da un restauro che risale alla metà del secolo XIX, epoca di numerose opere di rifacimento degli edifici. Originariamente era il luogo di riunione della Congregazione che dirigeva la vita dell’Ospedale, e dove si conservava l’Archivio – come indica l’iscrizione posta all´ingresso.
Storicamente, corrisponde, da un lato, ad un desiderio di affermazione sociale del Portogallo nella Città papalina – la stessa che aveva motivato la fastosa ambasciata del Duca di Saldanha al Papa – e peraltro al momento in cui si operò la variazione giuridica per la quale, ufficialmente, Sant'Antonio dei Portoghesi passò ad appartenere allo Stato Portoghese rimanendo sotto la tutela dell’Ambasciata del Portogallo presso la Santa Sede.
Non è casuale, come cornice per la scena centrale del soffitto, una sontuosa ghirlanda di fiori, putti e cavalli-marini, completata, ai lati, dallo stemma del Portogallo di Braganza. Più evidente è, comunque, l’affresco in cui Salvatore Nobile, artista oggi completamente dimenticato, ma che entrò al servizio dei Portoghesi contemporaneamente a Francesco Grandi, per decisione dell’Architetto Francesco Vespignani, figlio del più noto Virginio, responsabile in gran parte dei restauri ottocenteschi nella Roma di Pio IX.
É proprio la visita di Pio IX il pretesto per l’affresco che rappresentava, nel progetto, l’allora Ambasciatore Luís de Quillinan, con la Maria Teotónia, e la figlia Maria Luisa, che aveva allora 14 anni, inginocchiata ai piedi del Papa, circondati da alcuni membri dell’Ambasciata e dell’Istituto. Il fatto che la figura del Duca di Saldanha sia stata aggiunta successivamente, come si nota osservando il bozzetto, rafforza il significato simbolico dell’opera di “nazionalizzazione”dell’Istituto.
Il Salone è stato recentemente restaurato rivolgendo una particolare attenzione al recupero dei tendaggi e al rivestimento delle pareti, degli intarsi dorati e lignei. Il suo importante patrimonio artistico e decorativo è oggi protetto da un sofisticato sistema antincendio e antifurto. È munito dei più moderni sistemi tecnologici per quanto riguarda l’acustica e l’immagine, fondamentali per la sua funzione di sala conferenze.