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Evento: "Oratorio TRAVESSIA"

Data Evento: 30/04/2007
Inizio evento: 21:00
Termine evento: 22:30

Descrizione evento:
Lunedì 30 Aprile 2007, ore 21:00


Joaquim dos Santos

“Travessia” - Oratorio


Coral de Chaves
Orchestra Sinfonica Tiberina

Soprano: Inês Villadelprat
Tenore: Fernando Guimarães
Mº del Coro: Fernando Matos

Direttore: Mº Massimo Scapin



PROGRAMMA:


I PARTE
Apertura
Primo Quadro: La distribuzione delle Tribù
Secondo Quadro: Le Tentazioni del Deserto
Terzo Quadro: I fruti della Terra Promessa

II PARTE
Quarto Quadro: Passaggio del Deserto e Congedo di Mosé


1- La Travessia (Traversata) è una metafora sulla diocesi di Vila Real, nel nord del Portogallo, e sulle sfide sociali e culturali dei tempi attuali, dopo l’entrata del Portogallo nella Comunità Europea (1986). Lungo il poema, due visioni si trovano sempre intrecciate: quella locale - più evidente nel primo e nel terzo quadro - e quella universale - nel secondo e nel quarto.
Il testo richiama il viaggio degli Ebrei, raccontato nel libro dell’ Esodo, anch’esso una parabola di Vila Real, circoscrizione di montagna, e la diaspora, consueto destino dei suoi popoli, presente nella finzione letteraria e cinematografica. La Travessia è il cammino di un nuovo Israele in marcia per i monti.

2- “Travessia” si compone di quattro quadri:
La Distribuzione delle Tribù descrive gli otto territori della diocesi, le sue caratteristiche geografiche, storiche ed economiche, oltre che il Seminario diocesano.
Nell’introduzione del quadro, si sottolinea il significato storico, facendo ricorso al tamburo militare ed ai timpani, per significare il corso dei secoli, tra la presenza dei Celtici ed il  XXIº secolo. Segue l’ enunciazione  del nome di ognuna delle tribù che culmina col grande coro che proclama l’unità della diocesi.
Le Tentazioni nel Deserto riporta al passaggio progressivo dalla economia agricola, modesta ma sicura, all’urbanità, instabile e piena di ambiguità, e la susseguente nostalgia della vita rurale e dei valori tradizionali, dinanzi alle tendenze mondane e secolari.

Ben sostenuto nel testo del tenore, l’incipit di questo quadro riflette, con tonalità tragica, il senso dell’abbandono delle cose sicure, per nulla avere ora, tranne che un lungo percorso da fare – rivelato dai violini che suggeriscono le grida dell’uccello ferito, che si lamenta del suo destino. Quindi, un coro di lamenti ricorda il Nilo, ormai distante e spera nel Giordano, fintanto che i solisti non esortino a vivere l’attimo fuggente, in melodia disinvolta.
I Frutti della Terra Promessa è un episodio lirico sull’abbondanza delle risorse e le bellezze naturali di Trás-os-Montes e Alto Douro (sorgenti di acqua minerale, alberi da frutto, vigneti, cacciagione). La musica percepisce la gioia pastorale di un viaggio nella terra sognata, in toni raggianti e bucolici.
Il quarto brano, L’addio di Mosè e l’attraversamento del Giordano, è il più lungo e la sintesi del poema.
Nel margine orientale del Giordano, Mosè guarda l’Occidente, saluta il popolo ed annuncia l’ingresso nella terra promessa. Parallelamente, si verifica l’entrata nella Comunità Europea e le nuove realtà – nuove scuole e parlamenti, la politica, i medici e le levatrici, i professori, i politici, gli artisti, i problemi urbani – messe di fronte all’incanto degli otto titoli mariani della regione. Il brano culmina con le maledizioni e le benedizioni di Mosè, quelle dovute al prevedibile disprezzo dei valori cristiani (disgregazione della famiglia, globalizzazione del commercio, emigrazione, fuga di capitali, anarchia sessuale, droga) e queste altre, grazie alla fedeltà dei valori tradizionali (paesaggio, alberi, animali, turismo di montagna, frugalità, famiglia larga, nuove strade, la consapevolezza dell’essenziale e dell’eternità, la devozione mariana, le consuetudine). Si conclude con un clamore di speranza nella famiglia, la forza che può tramandare l’incanto della vita.
Per manifestarlo, il compositore riunisce le risorse musicali delle quali si è avvalso precedentemente: il tamburo militare per ritmare la marcia storica che, fermata presso il Giordano, proseguirà; il tono misterioso, tra la letizia e il timore nel rivelare le realtà della nuova traversata; il lirismo tradizionale nella citazione delle otto invocazioni mariane; infine,  il senso drammatico ed eroico nel diffondere le maledizioni e le benedizioni. Le maledizioni sono introdotte da una melodia addolorata e ordinate per tre o per quattro testi, sia cantati che recitati per mettere in risalto la drammaticità; le benedizioni hanno inizio con una motivo quaresimale, anch’esse riunite in gruppi di tre o quattro, richiami dal coro alla famiglia, separati dall’orchestra che si ripete. La Travessia entra naturalmente nell’orecchio e li rimane, vibrante come una conchiglia nel “mare di pietre” che è Trás-os-Montes.

Soprani:
Ana Carina Feijó Ferreira
Elisabete Maria Alves Pereira
Maria Cristina Monteiro
Maria de Fátima Rodrigues da Torre
Maria Joaquina Feijó
Maria José Martins Teixeira
Maria Luísa Pascoal Neves
Maria Manuela de Sousa Rosinha
Maria Natividade Ribeiro Machado
Maria Ofélia Dias Ribeiro Pontes Teixeira
Tânia Raquel Feijó Ferreira

Contralti:
Adozinda Gonçalves Dias Oliveira
Ana Geraldina Pereira do Rio Rodrigues
Carla Margarida Martins Dias
Clara Maria Pinto Dias Lopes
Isaura das Dores Gomes de Sousa
Laura da Conceição Macedo Estrela Bastos
Margarida Maria Pereira Viegas
Maria de Lurdes Pinho Moura Gonçalves
Maria Florinda Fontoura Carneiro
Maria Helena Teixeira Brás

Tenori:
Carlos Alberto Paradela Ferreira
Daniel Fernando Carvalho
Fernando Silva de Matos
José Dinis Silveira Gomes
José Félix Chaves
José Joaquim Esteves
Serafim Armando Fontes Pires

Bassi:
António Albano de Carvalho Botelho
Armando dos Anjos Ruivo
Firmino José Coelho Alves Melão
Justino Ferreira do Nascimento
Luís Bento do Nascimento
Nuno Costa



Inviato da Anonymous il 01/21/2008

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